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mercoledì 2 novembre 2011

Politica e Cerimoniale in Canada

L'ex premier della regione canadese della British Columbia, Gordon Campbell, doveva ricevere l'investitura nell'Ordine della British Columbia quest'autunno, ma all'ultimo momento ha fatto richiesta per avere una cerimonia privata. Opzione utilizzata di rado e generalmente concessa solo a quanti troppo malati per viaggiare.
Campbell quindi non ha partecipato alla Cerimonia d'Investitura dell'Ordine lo scorso 4 ottobre, che lo avrebbe visto sedere fianco a fianco con il suo successore ed avversario politico, l'attuale premier Christy Clark – qualcosa che Campbell ha cercato di evitare sin da quando era terminato il suo mandato ed aveva dovuto passare il testimone a Clark.


Ad ogni modo, non essendosi presentato, rimaneva in dubbio se Campbell fosse o meno diventato membro dell'Ordine e quindi se avesse titolo di utilizzare il postnominale 'OBC'. Negli ordini di merito anglosassoni, infatti, l'appartenenza è segnalata da un acronimo dell'Ordine di riferimento posto dopo il cognome. Detto anche 'postnominale'.

Ma nonostante la sua assenza dalla cerimonia, Campbell non sembrava voler rinunciare a far parte del club. Nel settembre scorso in un'e-mail indirizzata al Cerimoniere in carica per quest'anno dell'Ordine, Campbell ha chiesto: “Quando ritiene sia il momento appropriato affinché io usi il titolo 'OBC'?”
Gli è stato risposto: “Nella British Columbia … è pratica comune che il postnominale si usi dopo che la cerimonia d'investitura abbia avuto luogo. Ad ogni modo, tecnicamente, non c'è nulla di male ad usare immediatamente il titolo.”
Così, l'ex premier è tecnicamente un membro dell'Ordine della British Columbia, ma non è ancora stato investito. È stato, comunque, invitato alla cerimonia che avrà luogo l'anno prossimo.

In un accordo consensuale siglato il 16 agosto scorso, Campbell - che ha trascorso 25 anni rivestendo varie cariche pubbliche - ha avallato la motivazione che doveva essere letta durante la cerimonia. Se solo vi avesse partecipato. 
Il documento elenca i suoi successi come sindaco di Vancouver e in seguito quale premier della regione, e viene descritto quale “leader di ampie vedute”, che ha portato le Olimpiadi Invernali del 2010  e che ha “guidato al più grande ampliamento dell'assistenza sanitaria e dell'educazione pubblica nella British Columbia.”
Una stanza di un hotel di lusso era già stata riservata a suo nome come parte del pacchetto offerto a tutti i destinatari dell'Ordine della British Columbia.
Ma Campbell declinò l'invito affermando: “Ritengo che una cerimonia privata vada più che bene, sempre che sia possibile e che non sia di troppo disturbo.” 
Ma l'attesa per fissare questa cerimonia privata sembra essere ancora lunga.
Ed ecco quindi l'ennesimo caso in cui gli interessi personali si 'mettono di mezzo' impedendo al cerimoniale di svolgere il proprio ruolo 'super partes'. 

Senso intimo dell'investitura in un Ordine di merito è quello di aver guadagnato stima e rispetto con gesti al di là dell'ordinario agli occhi della cittadinanza. 
E senso intimo del ricevere collegialmente questa investitura è che questo titolo non è un 'trofeo personale' - quasi come fosse una testa di cervo da appendere sul caminetto - ma è una pubblica manifestazione di stima nei confronti di tutti quanti si siano meritati questo encomio. Perché, anche fra i membri di un ordine di merito, tutti sono importanti. Ma nessuno lo è più degli altri. Almeno non in una democrazia.


Gaffe cerimoniali in Irlanda

Ecco cosa succede a non avere una guida in materia di cerimoniale. 
Mary Davis, candidata alle presidenziali in Irlanda, ha affermato di non aver partecipato alla Cerimonia ufficiale di Proclamazione del vincitore delle elezioni presso il Castello di Dublino perché non era informata delle implicazioni protocollari.
La Davis, diventata subito bersaglio di critiche per la sua assenza, ha affermato che non aveva realizzato di dover essere presente alla cerimonia.
Ora la Davis si scusa di non essere stata presente e auspica che il Presidente-eletto Michael D. Higgins non si sia offeso.
"Ero sinceramente all'oscuro dei miei doveri protocollari nel dover presenziare," ha affermato la Davis.
"Ho creduto che sabato… fosse il momento di Michael D. Higgins e della sua famiglia, e che gli altri candidati non fossero coinvolti."
 Al contrario, cara Signora. I doveri protocollari nascono proprio perché tutta la 'Famiglia Istituzionale' sia presente e attiva nei momenti più importanti della storia di una Nazione, e affinché tali momenti non diventino appannaggio di un solo colore politico.
Non a caso i momenti di maggior intensità protocollare sono proprio i momenti più alti di vita di un'Istituzione, sia essa locale o nazionale. 
Ma sia la coscienza di questi doveri che i modi in cui va scandita - come è avvenuto in questo caso - non nascono da sé. 
Per questo professionisti del settore preparano, affiancano ed accompagnano gli 'attori istituzionali', affinché ciò che è teorico e astratto (come i ruoli e le cariche istituzionali) diventino visibili agli occhi dei cittadini grazie a codici di comportamento convenzionali e tradizionali. Questo è il sale della vita pubblica di una Nazione. 
Cara Sig.ra Devis, la prossima volta non presuma, si affidi.

lunedì 17 ottobre 2011

Il 'clima' alla Casa Bianca

La macchina del cerimoniale della Casa Bianca, generalmente efficiente ed efficace, pochi giorni fa si è ritrovata nel caos poco prima dell'arrivo del Presidente Sudcoreano per la formale cerimonia di benvenuto. Una pioggia dell'ultim'ora ha costretto ad importanti manovre militari di trasferimento verso l'interno della Casa Bianca, ma poco dopo il cielo è tornato a schiarirsi e i responsabili hanno deciso di ritornare ad allestire il tutto all'aperto.
In pochi minuti si è vissuto il caos. Gli addetti tornavano a stendere il tappeto rosso all'esterno, mentre un uomo della manutenzione passava l'aspiratutto sul tappeto e lucidava gli spazi intorno sotto l'occhio confuso degli invitati, che venivano schivati dai giardinieri alla guida delle loro carriole pronti a riposizionare le piante poco prima rimosse dal palco, il tutto mentre i militari correvano a ripristinare le bandiere al loro posto. Un usciere della Casa Bianca passava un'ampia pezza per asciugare le gocce di pioggia dal podio presidenziale e dalla relativa cartellina che conteneva il discorso di benvenuto del Presidente.
L'impianto audio rimbombò quando un annuciatore militare tuonò al microfono: “Audio check, 1-2-3-4-5″ e l'elegante Capo del Protocollo, l'Ambasciatrice Capricia Marshall, telefono all'orecchio, rientrava trafelata mentre un custode armato di scopa spingeva la stessa porta - ma dall'altra parte - passando davanti ad un Marines in alta uniforme che continuava ad esercitarsi nella tecnica rituale dell'apertura della porta con abile manovra militare.
Finalmente, 16 minuti dopo, le porte si spalancano e il Presidente Obama e la first lady escono, mentre la pioggia comincia a scendere di nuovo!

Fonte ABC

venerdì 14 ottobre 2011

Muore il dirigente del Cerimoniale del Piemonte

E' deceduto improvvisamente Fabrizio Borio, dirigente del settore Relazioni esterne e Cerimoniale della Regione Piemonte. Fra qualche giorno avrebbe compiuto 60 anni, lascia la moglie Maria ed i figli Federica e Ferruccio. I funerali si svolgeranno domani alle ore 11 nella chiesa della Gran Madre a Torino.
Giornalista professionista, Borio aveva collaborato con i maggiori quotidiani nazionali per poi continuare la sua attività nella Giunta regionale del Piemonte. Dal 1996 al 2007 è stato responsabile dell'Ufficio Stampa della Giunta e dal 2007 ha diretto il settore Relazioni esterne e Cerimoniale. Era anche direttore responsabile del sito Internet istituzionale della Regione, dell'agenzia Piemonte Informa e della newsletter settimanale Pnews.

venerdì 6 agosto 2010

L'Università di Teramo presenta un Corso in Protocollo e Cerimoniale

Il Prof. Pasquale Iuso coordinerà un Corso Universitario in Protocollo e Cerimoniale Nazionale, Internazionale e delle Aziende presso l'Università di Teramo. Il Corso ha l'obiettivo di formare personale operante presso Enti pubblici e privati alla conoscenza del protocollo e cerimoniale internazionale di Stato, territoriale ed aziendale al fine di perfezionare le proprie attività afferente all'interno degli Enti di riferimento. Formare anche studenti diplomati o professionisti in cerca di un approfondimento professionalizzante sui medesimi temi.

Per ulteriori informazioni:
Università di Teramo

giovedì 6 maggio 2010

150 anni Italia Unita: le celebrazioni partono con i Mille

Si sono aperte ieri a Genova le celebrazioni per i 150 anni dell’Unità d’Italia alla presenza del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, del Presidente della Camera Gianfranco Fini, del Presidente del Senato Renato Schifani, dei Ministri Ignazio La Russa e Sandro Bondi e della autorità, presenti anche l’On. Pierferdinando Casini e il Presidente del Comitato dei Garanti facente funzione Giovanni Conso.
Tutte le iniziative comprese nel programma per celebrare il 150° dell’Unità d’Italia “non sono tempo perso e denaro sprecato, ma fanno tutt’uno con l’impegno a lavorare per la soluzione dei problemi oggi aperti dinanzi a noi”, impegno che “si nutre di un più forte senso dell’Italia e dell’essere italiani, di un rinnovato senso della missione per il futuro della nazione”. E’ quanto ha detto il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano nel suo discorso pronunciato sulla nave Garibaldi alla cerimonia celebrativa del 150° anniversario della partenza dei Mille.
Il Presidente del Repubblica è stato accolto dai Ministri Ignazio La Russa e Sandro Bondi, dal Sindaco della città di Genova Marta Vincenti, dal Prefetto Francesco Musolino, dal Presidente della Provincia di Genova Alessandro Repetto.
La deposizione della corona di alloro sul monumento dei Mille ha dato il via ufficiale all’evento. Successivamente sono intervenuti il Sindaco di Genova e il Ministro Bondi. Il Sindaco di Genova ha ringraziato il Presidente della Repubblica che nella giornata di ieri ha visitato i luoghi della nuova Genova e il Comitato per i 150 anni dell’unità d’Italia, sottolineando come la cerimonia commemori un avvenimento fondante per l’unità d’Italia.
L’intervento del Ministro Bondi ha invece evidenziato l’avvio del programma per le celebrazioni approvato dal Comitato dei Garanti con 3 pareri positivi. Una parte di esso è dedicata ai Luoghi della memoria distribuiti in tutto il Paese, monumenti celebrativi, ha detto il Ministro, che devono diventare luoghi visitabili e cari alla memoria della nostra storia. Il Ministro ha inoltre ricordato la figura del Presidente Emerito Carlo Azeglio Ciampi che ha consigliato di scegliere Quarto come luogo di partenza per le Celebrazioni nazionali mantenendo la promessa fatta a Garibaldi che un giorno i nomi dei 1089 garibaldini sarebbero stati incisi sullo scoglio. Il Ministro ha inoltre reso noto che sarà Giuliano Amato a sostituire Carlo Azeglio Ciampi alla presidenza del Comitato dei garanti per le celebrazioni dei 150 anni dell'Unità. Ha inoltre espresso l’intenzione di proporre al Consiglio dei Ministri che il 17 marzo sia festa nazionale.
Dopo il saluto ai Sindaci dei Comuni “garibaldini”, il Presidente Napolitano ha dato il segnale di partenza della traversata Genova-Marsala che ricorda l'impresa dei Mille. Alla regata celebrativa hanno preso parte due maxi-yacht, Lombardo e Piemonte come le navi a vapore che salparono il 5 maggio 1860, con equipaggi composti da noti velisti tra cui Mauro Pelaschier e Francesco De Angelis. Le due barche arriveranno a Marsala l'11 maggio.
Successivamente il corteo presidenziale è giunto alla Stazione Marittima dove il Capo dello Stato si è trasferito sulla nave 'Garibaldi'.
 
su TribunaEconomica

lunedì 29 marzo 2010

Obama e il cerimoniale delle 20 penne

Tutti i media nei giorni scorsi hanno parlato della riforma della sanità approvata dal Congresso degli Stati Uniti e siglata dal Presidente Obama. In pochi però hanno raccontato i retroscena del cerimoniale legati alla firma di un atto così importante. 
"Credo che ci vorrà un po' di tempo", scherza Obama mentre firma il documento di legge contenente gli estremi della riforma che - secondo il rigido cerimoniale della Casa Bianca - dev'essere firmato con una penna diversa per ogni firma da apporre sul documento: in totale 20!

"Questa non l'ho usata" ha aggiunto cambiando rapidamente penna, mentre al suo fianco sedeva Marcelas, un bimbo orfano di madre di 10 anni, leì morì perchè la sua assicurazione sanitaria aveva rescisso la polizza quando lei era peggiorata. Terminata la procedura di firma, il Presidente ha regalato le varie penne a quelli che sono stati i protagonisti del lungo iter percorso da questa riforma. È infatti prassi che le numerose penne utilizzate nella firma vengano poi donate a quanti si sono fatti promotori delle leggi appena siglate.

Da fonte ufficiale arriva l'elenco dei destinatari dei 20 strumenti di scrittura:
1. allo stesso Presidente Barack Obama,
2. al Vice-presidente Joe Biden,
3. a Nancy Pelosy, speaker della Camera,
4. a Harry Reid, leader democratico Senato,
5. a Vicki Kennedy, vedova del senatore Ted Kennedy,
6. a Kathleen Sebelius, ministro della Sanità,
7. a Sorella Carol Keehan, una suora attivista pro-riforma,
8-9. a Nancy-Ann DeParle e Phil Schiliro, funzionari Casa Bianca,
e le ultime 11 ad alcuni membri democratici del Congresso.

mercoledì 17 febbraio 2010

Seminario dell'ANCEP su "L'uso pubblico dei simboli nazionali e locali"

L'ANCEP (Associazione Nazionale Cerimonialisti Enti Pubblici) prima ed unica associazione del suo genere in Italia, che raduna i più importanti professionisti del settore, organizza un seminario sul tema "L'uso pubblico dei simboli nazionali e locali" a Padova presso il Palazzo Moroni, nella mattinata del 10 marzo con inizio alle 9:30.
I simboli nazionali e locali, quali la bandiera tricolore, i gonfaloni di Comuni, Province e Regioni, occarde, fasce e così via hanno una fortissima valenza comunicativa in quanto identificano l’Ente al quale si riferiscono, sia all’interno che all’esterno dei suoi confini.
Rappresentano le comunità dei cittadini e contribuiscono
alla conferma dei valori comuni e alla creazione e mantenimento del senso di identità. Per queste ragioni è particolarmente importante che, nelle varie espressioni della vita pubblica, i simboli vengano esposti ed utilizzati nel modo più idoneo alla loro valorizzazione e più rispettoso del loro ruolo e significato. Con questo seminario Ancep intende proporre una riflessione sul significato dei simboli, sulle loro modalità d’uso e su quanto previsto dalla legislazione italiana in materia.

info ANCEP

martedì 16 febbraio 2010

Vancouver e il braciere nascosto

Fa molto discutere in Canada la scelta degli organizzatori delle Olimpiadi invernali di impedire al pubblico la vista del braciere esterno, sistemato a Jack Poole Plaza, vicino al mare.

La fiamma olimpica è nascosta da una rete metallica coperta da dei teloni con il logo dei cinque cerchi, è solo visibile dal centro stampa e può essere visitata solo dai giornalisti.

Molte le proteste dei turisti. David Guscott, il vice presidente del comitato cerimoniale, ha promesso che la situazione sarà risolta presto.

giovedì 11 febbraio 2010

Protocollo, Cerimoniale e le Olimpiadi Invernali di Vancouver


Per fortuna c’é l’Islanda, e magari qualche altra isoletta come le Vergini. Altrimenti i responsabili del cerimoniale del Cio sarebbero stati costretti a salti degni degli acrobati dello snowboard per evitare l’incidente diplomatico o la strumentalizzazione. Iran, Israel, Italy: metterle in sequenza alfabetica venerdì nella sfilata alla cerimonia di apertura delle Olimpiadi invernali di Vancouver, poteva sembrare una provocazione, sebbene non voluta.
E così al Comitato organizzatore in molti a lambiccarsi: e se facessimo repubblica islamica dell’Iran? D’altra parte al Cio sono abituati, la cerimonia di apertura dei Giochi è non solo incontro di atleti e messaggio di pace al mondo, ma anche esercizio di diplomazia e passerella di politici. A proposito: a meno di sorprese dell’ultim’ora a Vancouver non ci sarà la medaglia d’oro dei potenti, Barack Obama, uno che può permettersi di non dimenticare lo schiaffo preso dal Cio quandò candidò Chicago ai Giochi 2016. Ma un uomo da podio come Vladimir Putin sarà sulle tribune del B.C. Place: il primo ministro russo del resto è stato il grande sponsor dell’assegnazione a Sochi dei prossimi Giochi invernali e qui non può mancare. Invece Nicolas Sarkozy tentenna: la British Columbia non è il francofono Quebec. Ma il presidente francese potrebbe ancora decidere di presentarsi sulle tribune del palasport di Vancouver: nel caso, però, al suo fianco non ci sarebbe la moglie Carla, che, ancora solo Bruni, sfilò nell’ovale ghiacciato torinese quattro anni fa durante la cerimonia dei Giochi di casa. Per una premiere dame che ‘diserta’, c’é una first lady data dagli specialisti di gossip canadese tra i presenti: è Michelle Obama. La signora, con vero spirito olimpico, è pronta a dimenticare la sconfitta subita da Chicago e il trionfo di Rio per il 2016, sanciti dal vertice Cio dell’ottobre scorso a Copenaghen: a Vancouver però, se verrà, sarà solo di passaggio, facendo base a Seattle. Per l’Italia ci sarà invece il sottosegretario con delega allo Sport, Rocco Crimi, che farà la staffetta con il ministro degli Esteri Franco Frattini, atteso per la cerimonia di chiusura. Sul piano dello spettacolo, la cerimonia, come ormai di consueto nelle ultime edizioni, sarà un vero e proprio kolossal: tre ore di musica e scenografie imponenti, in cui il motivo conduttore sarà l’orgoglio nazionale.

Dalle Giubbe Rosse agli Inuit, Vancouver 2010 non trascura nulla: e proprio l’integrazione con gli aborigeni sarà uno degli elementi chiave della kermesse. Certe molte presenze eccellenti nella staffetta con la fiaccola delle prossime ore (Michael Bublé, Arnold Schwarzenegger, e in chiave italiana una comparsata di 300 metri se l’é regalata anche il vicepresidente del Cio, Mario Pescante), l’attesa è per la scelta dell’ultimo tedoforo: a Vancouver impazzano i sondaggi, che vedono in vantaggio su tutti Waine Gretzky, la leggenda vivente dell’hockey, ‘The great one’ come lo chiamano qui. Insomma il Pelé del ghiaccio, il Muhammad Alì del dischetto. Qualche chance anche per Gaetan Boucher, canadese reso celebre dallo short track ma senza il fascino di un uomo nel quale si identifica una nazione dalle tante anime.

su IlSecoloXIX.it

sabato 19 dicembre 2009

Un convegno sui cerimoniali ufficiali a Viterbo



Il 4 Dicembre, a Viterbo presso la sala Coronas della prefettura, si è tenuto un corso di formazione dedicato all’approfondimento di tematiche attinenti al cerimoniale, con la partecipazione del Consigliere Massimo Sgrelli, già capo del dipartimento del cerimoniale di stato della presidenza del consiglio dei ministri.
L’evento rientra nell’ambito delle iniziative intraprese dalla Prefettura - Ufficio Territoriale del Governo di Viterbo per la promozione professionale del settore pubblico provinciale.
Il prefetto Alessandro Giacchetti, nell’aprire i lavori, ha rivolto un particolare ringraziamento al neo presidente dell’Anci Lazio, Fabio Fiorillo, per aver, con la sua disponibilità, consentito lo svolgimento dell’iniziativa, attestando ancora una volta il rapporto di stretta collaborazione tra le due istituzioni; ha poi presentato il relatore, Massimo Sgrelli, docente e consulente di cerimoniale e relazioni istituzionali, considerato come uno dei massimi esperti nazionali in materia di cerimoniale per la lunga esperienza acquisita come capo dipartimento presso la presidenza del consiglio dei ministri per oltre 15 anni ed autore di diversi testi in materia.

Numerosi ed interessanti gli argomenti trattati nel corso del seminario, tra cui l’uso corretto dell’esposizione delle bandiere, l’ordine delle precedenze delle cariche pubbliche nazionali ed internazionali, l’assegnazione dei posti nelle cerimonie ufficiali, le onorificenze, gli eventi conviviali, le cerimonie religiose, l’abbigliamento, la corrispondenza. 

domenica 29 novembre 2009

Cambia il cerimoniale e Buckingham Palace "volta le spalle" alla Regina



È considerata una delle più antiche tradizioni della monarchia britannica e uno dei capisaldi dell' etichetta di corte. Ma adesso, la regola di camminare all' indietro quando si esce dalla stanza in cui si trova la regina, cede il passo al timore che qualcuno possa farsi male e intentare una causa di risarcimento danni. Per questo Buckingham palace, secondo quanto scrive il Daily Telegraph, ha deciso di ritoccare in chiave moderna il rigido protocollo previsto per i dipendenti e per gli ospiti della regina Elisabetta, rendendo superfluo questo tipo di commiato. La pratica di camminare all' indietro era stata introdotta, in epoca medioevale, in segno di rispetto nei confronti della sovrana. Allora, voltarle le spalle era considerato un atto di grande maleducazione. E, secolo dopo secolo, l' usanza si è tramandata, di dipendente in dipendente, coinvolgendo anche gli ospiti. Ma a far preoccupare la regina sarebbero i rischi per la sicurezza di quanti devono congedarsi da lei, schivando eventuali ostacoli ed evitando di inciampare. Nell' ipotesi di un eventuale incidente, infatti, il ferito potrebbe rivalersi su Buckingham palace. Da qui la decisione di modificare il protocollo, con tre eccezioni, tante quante sono le persone che continueranno a non poter mostrare le spalle a Sua Maestà. Una soluzione, quella adottata dai reali, pensata per non cancellare del tutto la tradizione, ma per aggiornarla in chiave moderna, evitando eventuali cause in seguito ad un incidente sul lavoro. Continueranno a dover camminare all' indietro il cerimoniere dei corpi diplomatici (responsabile dei rapporti col mondo della diplomazia londinese), e il funzionario di corte della sovrana, una sorta di assistente personale proveniente dalle forze armate. Una terza persona sarà tenuta a non infrangere la tradizione, ma soltanto una volta all' anno, durante la solenne cerimonia di apertura del Parlamento. In questo caso, il Lord cancelliere deve percorrere all' indietro i gradini che portano al trono reale, subito dopo aver presentato la regina, prima del suo discorso ufficiale. Il consigliere diplomatico e l' assistente personale, dunque, dovranno lasciare la stanza secondo l' antica tradizione, sia quando vengono convocati dalla regina, quando questa vuole impartire loro delle disposizioni, ma anche quando introducono degli ospiti, stranieri e non, nella sala riservata alle udienze. Al cerimoniere, che è anche considerato tra i massimi conoscitori dell' etichetta reale, spetta il compito di ricordare gentilmente agli ambasciatori, durante la presentazione delle lettere credenziali alla regina, come ci si deve avvicinare alla sovrana: «Un passo, seguito da un inchino col capo. Un secondo passo, e un secondo inchino». Non cambiano, invece, le tante e varie consuetudini protocollari che si rispettano ormai da secoli: quando la regina ha smesso di mangiare, devono farlo anche i commensali; mai abbracciarla (un' eccezione fu registrata ad aprile, quando incontrò Michelle Obama e fu lei stessa a "toccare" la First Lady, che le appoggiò a sua volta un braccio sulla spalla) o chiamarla per nome (la formula corretta è «Sua maestà» la prima volta, «ma' am», signora, quelle successive); mai cambiare argomento di discussione; resta anche buona norma fare domande che la sovrana possa apprezzare. Esistono poi regole dettate dal buon senso, come il non urlare mai in sua presenza: a questo proposito rimarrà celebre la gaffe (anche se poi smentita da un comunicato di Buckingham Palace) di Silvio Berlusconi al G20 di Londra.



sabato 14 novembre 2009

Hernando e il cerimoniale del Viceregno


Carlos Hernando Sánchez è stato il pri­mo studioso ad occuparsi in maniera in­novativa di feste e cerimoniali, materia tut­t’altro che accessoria rispetto alle tradizio­nali coordinate storiografiche. Come e perché lo spiega egli stesso: «Nel vicere­gno di Napoli, e non solo in questo, il ruo­lo dell'immagine reale e quello del cerimo­niale ha un significato fondante, che non possiamo interpretare con i valori contem­poranei».



Non erano, dunque, mere ope­razioni pubblicitarie.

«Tutt’altro. Gli stori­ci sbagliano quando per analizzare l’idea di cerimoniale utilizzano il concetto di propaganda che è per statuto concetto borghese, nato dopo la rivoluzione indu­striale. Non si può parlare di quel mecena­tismo pensando alla propaganda. Nel vice­regno ci troviamo di fronte a un cerimo­niale celebrativo e commemorativo tutt’al­tro che superficiale: perché qui apparire è lo stesso che essere. Per noi non è così. La propaganda vuole comunicare un messag­gio, nel cerimoniale spagnolo si celebra la gloria di Dio, dei nobili, degli istituti cor­porativi. Insomma c’era un fine sociale che non era il consumo e di massa. Non si doveva necessariamente capire. Anzi, non si doveva capire affatto. Alcune pitture e iscrizioni non sono fatte per esser lette proprio come la colonna di Traiano il cui nastro istoriato si eleva fin dove non arri­va lo sguardo umano. Le gesta non si devo­no vedere ma celebrare».



E la festa?

«È una cerimonia collettiva. Non ci sono limi­ti tra spettatore e attore, tutti diventano protagonisti di questo spettacolo. Il lin­guaggio della festa istituzionalizza anche il conflitto. In questo senso, Napoli tra Cin­que e Seicento sviluppa un modello di ce­rimonia- festa di importanza europea. Ed è più creativa della stessa Spagna, certa­mente delle altre corti vicereali. La storio­grafia ha sempre puntato i riflettori su Fi­renze e Venezia, ma è Napoli la vera capita­le della festa: qui la festa è creazione cultu­rale, motore dell’immaginazione artisti­ca».



Un talento endemico, dunque. Come mai?

«Perché Napoli era l’unica grande monarchia nel basso medioevo agioi­no- aragonese. Aveva una nobiltà tra le più importanti d’Europa, ricca e politicamen­te attiva. Tutti gli altri dovevano compete­re con questo splendore».

mercoledì 7 ottobre 2009

Seul, Clio Napolitano rompe il cerimoniale


Uno strappo al cerimoniale e un onore raro riservato a Clio Napolitano, moglie del presidente della Repubblica (nella foto, i due in Corea del Sud). Durante la visita ufficiale alla Blue House, il palazzo presidenziale della Corea del Sud, il presidente coreano Lee Myung-bak ha notato l’interesse della first lady italiana per il libro d’onore di solito riservato ai capi di Stato e l’ha invitata a firmare anche lei dopo il marito. Che le ha ceduto la penna e poi, con una piccola gag, se l’è fatta restituire. Dopo la firma Clio Napolitano ha lasciato soli i capi di Stato per un colloquio separato con la first lady coreana.

sabato 3 ottobre 2009

Nuovo Seminario dell'ANCEP su "Cerimoniali a confronto"



Al via, il prossimo 5 ottobre, il Seminario dell'ANCEP (Associazione Nazionale Cerimonialisti Enti Pubblici) su "“Cerimoniali a confronto – Il comportamento formale nei rapporti pubblici internazionali". Cornice dell'evento sarà la Sala della Protomoteca in Campidoglio a Roma il 5 e 6 Ottobre prossimi.
Fra i relatori personaggi di spicco del panorama cerimoniale italiano fra cui il Prof. Antonio d'Atena, ordinario di Diritto Costituzionale nell’Università di Roma “Tor Vergata”; l'Avv. Francesco Piazza, Capo del Cerimoniale del Sindaco di Roma; il Ministro Plenipotenziario Cristiano Cottafavi, del Cerimoniale diplomatico della Repubblica; Francesco Raneri, Docente di Teoria e tecniche del moderno Cerimoniale nella Facoltà di Scienze Politiche dell’Università di Catania; Stefano Filippone-Thaulero, Capo dell’Ufficio Relazioni interparlamentari del Senato della Repubblica e Barbara Ronchi della Rocca, Giornalista ed esperta di protocollo.
Con questo Semianrio l'ANCEP torna a segnare importanti passi sulla via della pubblica riconoscibilità e della qualificata professionalizzazione di un ruolo spesso passato inosservato o, peggio, considerato retaggio di epoche passate. Quest'ultimo appuntamento segue i precedenti incontri svoltisi a Bologna, nel Marzo  scorso, e a Venezia, nel Novembre 2008.
Un ulteriore  valido risultato ottenuto dall'ANCEP è stato l'accordo quadro con l'Università di Catania finalizzato alla diffusione e alla promozione della cultura del cerimoniale nelle pubbliche amministrazioni e ad attivare percorsi di alta formazione per gli operatori del settore.

venerdì 2 ottobre 2009

Olimpiadi 2012 a Londra: semplici e giovanili


"Semplice, giovanile, atletica, forte e coraggiosa come Londra, gradevole e divertente": le parole d'ordine delle prossime Olimpiadi 2012 targate UK saranno queste.

Ad annunciarlo è stato il capo cerimoniere del comitato, Bill Morris, durante la festa per la chiusura dei giochi di Pechino. Nessun confronto sarà possibile con l'immensa macchina organizzativa cinese ma questo non sarà un problema. Il presidente del Comitato organizzatore dei Giochi Olimpici di Londra, Sebastian Coe, campione olimpico dei 1.500 metri nel 1980 e nel 1984, lo ha chiarito subito: "Non si può paragonare un'edizione con un'altra".

Durante la festa di chiusura sono stati il chitarrista dei Led Zeppelin Jimmy Page e la cantante Leona Lewis a rendere l'idea del clima che ci aspetta nel 2012, mentre sfilavano sul tipico autubus a due piani rosso fiammante della city.

su Voce

Cerimoniere sbaglia, schiaffeggiato

Ripeschiamo una vecchia ma incisiva notizia relativa ai rischi di chi, come noi, si trova a dover lavorare nel Cerimoniale.  La notizia viene dalla terra d'Africa, per la precisione dal Kenia.



"Attimi di imbarazzo a Nairobi, nei giardini del palazzo presidenziale, dove la first lady Lucy Kibaki ha schiaffeggiato il maestro cerimoniere per una gaffe commessa durante la presentazione degli ospiti a un evento di Stato. In occasione del giorno dell'indipendenza keniana, il malcapitato ha chiamato la first lady con il nome della seconda moglie del presidente Mwai Kibaki, scatenando la furia della donna che lo ha aggredito.
Tutto si è svolto in pochi secondi, mentre era in corso la distribuzione di alcune onorificenze e la presentazione degli ospiti illustri. Imperdonabile l'errore del cerimoniere che ha confuso il cognome della first lady, Kibaki, con quello della seconda compagna del premier, Wambui. In un attimo Lucy è piombata sul maestro, schiaffeggiandolo davanti a tutti. La love story tra il presidente Mwai Kibaki e Mary Wambui è nota da tempo, i due hanno anche una figlia, ma formalmente la liaison è sempre stata negata sia dai diretti interessati che dalle autorità.
Della gaffe e della reazione della first lady keniana, non nuova a scatti d'ira in situazioni critiche, non ci sono nè foto nè filmati. Tutte le immagini che hanno immortalato l'exploit della prima dama del Paese sono stati infatti distrutti e sequestrati, cancellando ogni prova tangibile dell'aggressione. Impossibile invece eliminare le testimonianze dei presenti, che hanno raccontato quanto accaduto durante la cerimonia di Stato".


su Tgcom