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venerdì 14 ottobre 2011

Nozze reali in Buthan

La favola si avvera di nuovo: una giovane borghese che, da “cittadina comune”, come tante sue coetanee, diventa sovrana con tanto di titolo nobiliare e trono.
Dopo le nozze del secolo di Kate Middleton con William di Windsor e Charlene Wittstock con Alberto Grimaldi, è la volta di Jetsun Pema con Jigme Khesar Namgyel Wangchuck.
Le nozze dei sovrani del Bhutan, una nazione collocata tra la Cina, il Nepal e l’India, si sono celebrate sabato e prevedevano un lungo cerimoniale secondo le antiche tradizioni buddiste del Paese.

La giovane
Jetsung, una studentessa di 21 anni di origini borghesi (è figlia di un pilota di aerei), ha “rapito” il cuore di Jigme, il re 31enne che è stato subito apprezzato dal popolo e non soltanto per il suo aspetto “charmante” ma per i suoi interventi politico economici (ha sostituito, sulla base della filosofia buddista, il PIL con il FIL – indice della Felicità). Il sovrano è stato educato in Asia, Europa (una laurea in Scienze Politiche ad Oxford) e Stati Uniti; esperienze che hanno segnato profondamente la sua cultura e visione del mondo scegliendo di introdurre nel suo paese le elezioni, la televisione e internet.

Le nozze

La data del rituale è stata scelta ponendo attenzione alle propizie coincidenze astrali e il celebrante è Je Khenpo, il capo del clero, accompagnato da un centinaio di monaci.
La promessa sposa è arrivata su un cavallo bianco al palazzo di Punakha (la capitale), il monastero- fortezza sede della famiglia reale e lì è stata condotta nella sala dove si sarebbe celebrata la funzione.
Sono seguiti canti, offerte simboliche (scialli di seta e calici di ambrosia), tutto contornato da colori brillanti come consuetudine del Paese.
Nozze reali in Buthan: le differenti tradizioni asiatiche di Jetsun e Jigme
La cerimonia è stata trasmessa dalla televisione locale e tra gli ospiti c’erano anche i figli di Sonia Gandhi, Rahul e Priyanka.
Anche per loro sono stati creati gadget commemorativi come le spille con le immagini della coppia.

L’abito Nuziale

Le tradizioni del Buthan sono sensibilmente differenti anche per quanto riguarda l’abbigliamento.
I due sposi indossavano abiti coloratissimi: il re aveva una veste color panna con ricami fiorati e uno scialle giallo.
La sposa, invece, indossava una veste color oro e rosso che, nella gonna, si trasformava in strisce coloratissime (bianche, gialle, rosse e verdi) tutte abilmente ricamate. Sul petto scendeva una vistosa collana.
Il viso non nasconde la sua giovane età e il suo temperamento mesto: trucco poco pronunciato, capelli lisci che scivolano morbidamente sulle spalle e, unico tocco, un paio di orecchini di oro rosso.
Al termine della funzione alla sposa è stata data un lungo scialle giallo la cui frangia, che concludeva la stoffa ricamata, raggiungeva i piedi.
Coloratissima anche la corona che le è stata messa sul capo.

lunedì 29 marzo 2010

Obama e il cerimoniale delle 20 penne

Tutti i media nei giorni scorsi hanno parlato della riforma della sanità approvata dal Congresso degli Stati Uniti e siglata dal Presidente Obama. In pochi però hanno raccontato i retroscena del cerimoniale legati alla firma di un atto così importante. 
"Credo che ci vorrà un po' di tempo", scherza Obama mentre firma il documento di legge contenente gli estremi della riforma che - secondo il rigido cerimoniale della Casa Bianca - dev'essere firmato con una penna diversa per ogni firma da apporre sul documento: in totale 20!

"Questa non l'ho usata" ha aggiunto cambiando rapidamente penna, mentre al suo fianco sedeva Marcelas, un bimbo orfano di madre di 10 anni, leì morì perchè la sua assicurazione sanitaria aveva rescisso la polizza quando lei era peggiorata. Terminata la procedura di firma, il Presidente ha regalato le varie penne a quelli che sono stati i protagonisti del lungo iter percorso da questa riforma. È infatti prassi che le numerose penne utilizzate nella firma vengano poi donate a quanti si sono fatti promotori delle leggi appena siglate.

Da fonte ufficiale arriva l'elenco dei destinatari dei 20 strumenti di scrittura:
1. allo stesso Presidente Barack Obama,
2. al Vice-presidente Joe Biden,
3. a Nancy Pelosy, speaker della Camera,
4. a Harry Reid, leader democratico Senato,
5. a Vicki Kennedy, vedova del senatore Ted Kennedy,
6. a Kathleen Sebelius, ministro della Sanità,
7. a Sorella Carol Keehan, una suora attivista pro-riforma,
8-9. a Nancy-Ann DeParle e Phil Schiliro, funzionari Casa Bianca,
e le ultime 11 ad alcuni membri democratici del Congresso.

venerdì 12 febbraio 2010

Lutto alle Olimpiadi di Vancouver

Tragedia ai Giochi di Vancouver. A poche ore dalla cerimonia inaugurale muore in un grave incidente lo slittinista georgiano, Nodar Kumaritashvili, 21 anni: l'atleta durante le prove è andato a urtare violentemente contro un palo. La velocità era molto alta, quasi 140 km/h, e l'impatto con il palo di sostegno è stato violentissimo.
Immediati i soccorsi, con lo staff medico che ha provato a rianimarlo, ma per il giovane atleta non c'è stato nulla da fare. Lo rende noto una fonte del Cio.
Dopo una riunione di quasi mezzora il CIO ha confermato la cerimonia d'apertura dei giochi olimpici in programma stanotte. Tutte le delegazioni sfileranno con bandiera a mezz'asta.
La delegazione georgiana, dopo una lunga riunione, ha deciso comunque di prender parte alla manifestazione.
E arrivano le prime reazioni alla tragedia che ha sconvolto le Olimpiadi alla vigilia della cerimonia d'apertura dei giochi invernali. Uno dei primi a parlare è Kurt Brugger, responsabile azzurro dello slittino ed allenatore di Armin Zoeggeler: "E' un dolore grandissimo, un incidente incredibile". Proprio Armin Zöggeler era rimasto vittima di un incidente in prova ma l'azzurro fortunatamente si era rialzato immediatamente abbandonando il tracciato sulle proprie gambe.
Interviene anche il presidente del Comitato olimpico internazionale Jacques Rogge. In una conferenza stampa organizzata a Vancouver poche ore prima della cerimonia inaugurale dei Giochi, Rogge ha detto: "Abbiamo contattato il Comitato olimpico georgiano e il presidente della Georgia. Per lo spirito olimpico è una tragedia che lascia il segno, un ragazzo di 20 anni che coronava il suo sogno di essere alle Olimpiadi. Non ho parole per dire come mi sento".

su  Eurosport

sabato 16 gennaio 2010

UK – Italy Business Awards Ceremony: il Regno Unito premia l’Italia


Il prossimo mercoledì 20 gennaio UK Trade & Investment celebra la collaborazione tra Italia e UK premiando dieci tra le aziende italiane che nel 2009 hanno scelto il Regno Unito per lo sviluppo della loro vincente strategia di business, lavorando in sinergia con lo staff di UK Trade and Investment (UKTI) presso il Consolato Generale Britannico a Milano.

L’importanza dei rapporti fra i due Paesi è ulteriormente sottolineate con la scelta di organizzare, anche quest’anno, la cerimonia nella sede di Borsa Italiana, partner strategico del London Stock Exchange.

Presenzieranno alla cerimonia Edward Chaplin, Ambasciatore di S.M. Britannica in Italia; Sir Andrew Cahn, Chief Executive di UKTI a Londra; Laurence Bristow-Smith, Console Generale di S.M. Britannica a Milano, l’Ing. Massimo Capuano, Amministratore Delegato di Borsa Italiana e il Dott. Paolo Zegna, Vice Presidente per l’Internazionalizzazione di Confindustria.

Le categorie premiate sono: Investor of the Year, Business Technologies, Internationalisation, Research & Development, Market Entrant, Entrepreneur, Bright Future Ideas, Intercultural.

La cerimonia sarà seguita da una cena di gala riservata ai vincitori.

su eTribuna

martedì 5 gennaio 2010

Tricolore: a Reggio Emilia il 213ˆ Anniversario



Il prossimo 7 gennaio, festa nazionale della Bandiera, si celebra a Reggio Emilia il 213° anniversario della nascita del Primo Tricolore: una ricorrenza che coinvolge cittadini e istituzioni, trova nei giovani e in particolare negli studenti dei veri protagonisti, sottolineando i valori fondamentali della nostra Costituzione, della nostra Repubblica e dell’unità del Paese. Valori anticipati e realizzati nel 1797, durante il periodo della Repubblica Cispadana, che scelse a Reggio Emilia il Tricolore come vessillo distintivo: una Bandiera simbolo di libertà, eguaglianza e solidale fratellanza, di doveri e diritti della persona, da oltre due secoli.
Ospite delle celebrazioni, come rappresentante delle istituzioni nazionali, il presidente del Senato Renato Schifani. Ai tre principali momenti delle celebrazioni – l’Alzabandiera e gli onori militari in piazza Prampolini, l’incontro con i cittadini e gli studenti in Sala del Tricolore e gli interventi pubblici al teatro Ariosto – interverranno il sindaco Graziano Delrio, la presidente della Provincia Sonia Masini, il prefetto Antonella De Miro, i parlamentari reggiani, la vicepresidente della Regione Emilia-Romagna Maria Giuseppina Muzzarelli, i consiglieri regionali, rappresentanti dei Comuni delle altre città – Modena, Bologna e Ferrara – che diedero vita alla Repubblica Cispadana e al Primo Tricolore, rappresentanti delle Forze armate, il presidente dell’Associazione Comitato Primo Tricolore, Otello Montanari.

Il programma prevede in piazza Prampolin
i, alle ore 10.30, gli onori militari e l’alzabandiera, con la partecipazione di un reparto delle Forze armate e della Guardia civica, delle Associazioni combattentistiche e la presenza dei gonfaloni della Città di Reggio, della Provincia e della Regione, oltre che dei labari e dei medaglieri
Con un cerimoniale di grande efficacia e suggestione, quattro militari e quattro studenti attraversano la piazza portando la Bandiera italiana e la Bandiera europea, sorrette ai quattro angoli. La Banda musicale dell’esercito suona l’Inno nazionale mentre due militari procederanno con l’Alzabandiera. Vengono resi gli onori alle autorità.

La manifestazione prosegue in Sala del Tricolore
per l’incontro a cui partecipano gli istituti dei licei Scientifico Aldo Moro, Classico Lazzaro Spallanzani,  Artistico Gaetano Chierici, partecipanti al progetto in rete “La Costituzione della Cittadinanza”.
Il sindaco Delrio, dopo un intervento di saluto, consegna al presidente Schifani copia della Costituzione italiana, edita dal Comune di Reggio, arricchita da interventi dei padri costituenti reggiani Meuccio Ruini, Nilde Iotti e Giuseppe Dossetti.

Intorno alle 11.30, l’incontro dei rappresentanti istituzionali con gli studenti al teatro Ariosto. Qui svolgeranno i loro interventi il sindaco Graziano Delrio, la presidente della Provincia  Sonia Masini, la vicepresidente della Regione Maria Giuseppina Muzzarelli e il presidente del  Senato Renato Schifani.

A conclusione dell’incontro sono previste consegna della Bandiera italiane e della  Bandiera europea ad alcune scuole reggiane: liceo Artistico Chierici, istituto tecnico Secchi, scuola media Da Vinci-Einstein.

Alle ore 21, al teatro Municipale Romolo Valli, Viva Verdi! concerto lirico di cori verdiani. Interprete dei pezzi di Giuseppe Verdi, compositore profondamente legato al Risorgimento italiano e fra i grandi della cultura e della musica europee, è il Coro polifonico Claudio Merulo di Reggio Emilia, diretto dal maestro Martino Faggiani.
In programma brani da Trovatore, Rigoletto, Macbeth, Otello, Giovanna d’Arco, I Lombardi alla prima crociata, Nabucco.
Il concerto, proposto da Comune di Reggio, Provincia e Rotary club, è a ingresso gratuito fino a esaurimento posti. E’ consigliabile prenotare e ritirare il biglietto omaggio alla biglietteria dello stesso teatro.

Dalle 10 alle 13 e dalle 15.30 alle 18.30 visite a Museo e Sala del Tricolore (ingresso libero).
Durante la giornata piazza della Vittoria ospiterà un’esposizione di mezzi militari.

Altri eventi in programma nei giorni del Primo Tricolore

Mercoledì 6 gennaio 2010, alle ore 15.30 nella sala conferenze di palazzo Magnani (corso Garibaldi), appuntamento cameristico con l’Harmonika Duo, formato dalle giovani musiciste Cecilia Sanchini (flauto) e Caterina Serpilli (chitarra). Il concerto è organizzato dalla Provincia di Reggio Emilia.
Il concerto prevede un programma molto particolare ed assai accattivante comprendente la letteratura da camera per flauto e chitarra sia originale che trascritta comprendente brani che spaziano in tutto il XX Secolo, dagli esordi fino alla musica da film o etnica.
In programma brani di Debussy, Rota, Piazzolla, Machado, Morricone, Piovani e diversi altri in un susseguirsi di melodia e virtuosismo (ingresso gratuito).

Mercoledì 6 gennaio 2010 alle ore 17, in Sala del Tricolore (piazza Prampolini), si terrà lo spettacolo di lettura musicata Voci e parole per il Tricolore, con Maria Antonietta Centoducati voce recitante e Giacomo Baldelli alla chitarra.
E’ un appuntamento tra parole e musica, tra testimonianze e melodie. Questo nuovo progetto di Centoducati e Baldelli nasce dall’idea di proporre uno spettacolo che varchi i confini della consuetudine per approdare in un susseguirsi di testimonianze infantili sui concetti di pace, fratellanza, repubblica legati alla comunità reggiana ma anche provenienti da Paesi molto lontani. Lo spettacolo è organizzato dall'Amministrazione comunale di Reggio Emilia (ingresso gratuito, fino a esaurimento posti).

Mercoledì 6 gennaio dalle ore 10 alle 13 e 16 alle 19 visite a  Museo e Sala del Tricolore. Ingresso libero.


Gli altri appuntamenti del 7 gennaio, promossi in particolare dall’Associazione Comitato Primo Tricolore, sono: dalle 10 alle 12, all’Istituto Peri (Chiostri di San Domenico) è visitabile la mostra “Il Tricolore degli Italiani”.
Alle ore 13, Pranzo Patriottico presso il ristorante dell’hotel Mercure Astoria.
Alle ore 16 in Sala del Tricolore, consegna pubblicazioni: Il dittatore Carlo Farini e la liberazione di Reggio Emilia e Modena - giugno 1859; La visita Giuseppe Garibaldi 7 agosto 1859; Discorsi di G. Carducci, Salvatorelli, Luzi; La Bandiera Tricolore II° Congresso Cispadano - I Fogli Tricolore a cura dei 28 giovani Azione Cattolica Reggiana; consegna Premi Primo Tricolore a personalità cittadine e ad una delegazione della Maratona del Tricolore.
Inoltre, alle ore 17 al teatro Municipale Valli, Sala degli Specchi, il convegno “Il Tricolore e l’Europa, con interventi dell’onorevole Gianni Pittella, vicepresidente Parlamento Europeo; di Marco Pizzo del Museo Centrale del Risorgimento; di Fabbrice Jesné dell’Eçole Fançaise de Rome. Moderatore Gino Badini. Conclusioni di Franco Mazza. Il convegno è promosso da Rotary Club di Reggio Emilia, Associazione nazionale Comitato Primo Tricolore, in collaborazione con Comune e Provincia di Reggio Emilia.

Sabato 23 gennaio, alle ore 10.30 a Modena, si terrà la manifestazione Le Quattro città Cispadane per il Tricolore con corteo da Palazzo dei Principi (Prefettura) per l’Accademia militare di Modena dove si terrà la commemorazione eventi storici. L’evento è a cura di Lyons Club Distretto 108Tb e Associazione nazionale Comitato Primo Tricolore di Reggio Emilia.
 da GiornalediReggio

lunedì 4 gennaio 2010

Cerimonia d'Inaugurazione per la Burj Khalifa, già Burj Dubai



Il Burj Khalifa, l'edificio più alto del mondo, è stato inaugurato oggi a Dubai. Alla cerimonia era presente lo sceicco Mohammed Bin Rashid Al Maktoum, che ha festeggiato il suo quarto anniversario dall'ascesa al trono dell'emirato arabo.
Durante la cerimonia di inaugurazione, alla quale hanno partecipato 60mila ospiti, lo sceicco Al Maktoum ha tenuto un breve discorso e ha scoperto una targa che dedica la torre allo sceicco Khalifa bin Zayed-Nahyan, rinominando il Burj Dubai in Burj Khalifa. Khalifa bin Zayed-Nahyan era lo sceicco di Abu Dhabi ed è sempre stato molto vicino allo sceicco Al Maktoum.
La cerimonia ha visto una serie di spettacoli con balletti tradizionali arabi, paracadusti con la bandiera degli Emirati Arabi Uniti e orchestra e fontane che sprigionavano spettacolari giochi d'acqua. Con i suoi 828 metri di altezza, l'esatta misura è stata svelata proprio oggi in occasione dell'inagurazione, il Burj Khalifa, è visibile a 95 chilometri di distanza e supera di oltre 300 metri il Taipei 101, l'edificio più alto fino a questo momento.
Progettato dal britannico Adrian Smith e costruito in tempi record, soltanto 5 anni e tre mesi, l'edificio vanta 344mila metri quadrati di superficie, 49 piani di uffici, mille appartamenti distribuiti su 61 piani e 18 piani riservati all'Hotel Armani, primo hotel disegnato interamente dallo stilista italiano. Il costo iniziale dell'edificio era di un miliardo di dollari, lievitato però fino a raggiungere la cifra di 4,1 miliardi.
Nelle intenzioni delle autorità locali, l'evento dovrebbe rilanciare l'economia di Dubai, dopo la crisi finanziaria delle settimane scorse e il tracollo evitato in extremis grazie ad un megaprestito delle banche di Abu Dhabi.

Il 18 marzo prossimo aprira' all'interno del Burj Dubai, l'edificio piu' alto del mondo, il primo hotel Armani. Il gruppo dello stilista milanese debutta cosi' nel settore dell'ospitalita' di lusso, come previsto dall'accordo firmato nel 2005 con la Emaar Properties di Dubai che sta appunto realizzando il progetto del Burj, e quello nell'Emirato sara' il primo di una serie di hotel, resort e residenze progettati dallo stesso Giorgio Armani in tutto il mondo. I prossimi progetti sono resort in via di realizzazione a Marrakech (Marocco) e Marassi (Egitto), ma altre aperture sono gia' programmate a New York, Tokio, Shangai e Londra: in tutto, riferisce una nota del gruppo Armani, una decina in 10 anni.

da Adnkronos qui e qui, foto LaStampa

venerdì 4 dicembre 2009

Se gli imbucati di Stato diventano un affare di Stato


La notte brava di Michaele e Tareq Salahi (la coppia che è riuscita a entrare alla Casa Bianca senza alcun invito per partecipare al ricevimento per il Thanksgiving Day) ha sollevato tanti dubbi e interrogativi sugli apparati di sicurezza ma anche sulla credibilità di coloro che gestiscono la “vita pubblica” di Barack Obama. Già, perchè tutta questa storia ha dimostrato in modo netto che la colpa non è soltanto degli agenti dei servizi segreti, ma anche di chi è addetto al cerimoniale della White House.
E poco importa che la coppia Salahi abbiamo lanciato la sua sfida alla ricerca di pubblicità, notorietà, brivido (?). Poco importa che i due siano dei veri presenzialisti di professione (quasi peggio del nostro Gabriele Paolini, quello che compare sempre dietro una telecamera dei Tg) come dimostra una foto pubblicata da Polocontacts.com in cui si vede lei insieme a Obama, in un’altra occasione, forse nel 2005, forse nel 2008. La domanda è: ma come hanno fatto a entrare in quello che dovrebbe essere il luogo più sicuro del mondo?
Dopo che i due hanno raccontato l’avventura su Facebook, dopo aver chiesto cachet di migliaia di dollari per apparire in televisione, dopo aver annullato ogni intervista (dietro consiglio degli avvocati) perchè Mr e Mrs Salahi sono a rischio di incriminazione, l’attenzione dei media americani sui due è scemata per mettere sotto la lente d’ingrandimento le responsabilità degli uomini della sicurezza.
Barack Obama ha già chiesto un’inchiesta approfondita. Stessa mossa è stata fatta dal presidente del Comitato dei Servizi Segreti della camera dei Rappresentanti Ed Towns, il quale ha detto che vuole verificare il lavoro, le pratiche e le modalità adottate dai G-Men per proteggere il Comandante in Capo.
Era stato lo stesso direttore dei Servizi di Sicurezza Mark Sullivan a diramare una “imbarazzatissima” nota di scuse e di spiegazione subito dopo lo scoppio dello scandalo. Nel comunicato, Sullivan diceva che la coppia era stata controllata al metaldetector e a tutti gli altri livelli di screening prima di accedere all’interno delle sale dove si teneva il ricevimento. Mr e Mrs Salahi - ricordava il capo degli agenti addetti alla sicurezza nella sua nota - sono (erano) soltanto due delle centinaia di migliaia di persone che ogni anno, senza alcun problema, visitano la Casa Bianca.

Casa Bianca: Cerimonia d'accensione dell'albero di Natale


Il Presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, insieme a tutta la famiglia, ha acceso l'albero di Natale 2009 della Casa Bianca, il "first Christams tree" della Nazione. Sono state le figlie Sasha e Malia a pigiare insieme ai genitori il bottone che ha acceso le luci di Natale messe a decorazione dell'albero, collocat della o nella zona sud del Parco della Casa Bianca. Alla cerimonia hanno partecipato decine di bambini.

su TGCom

sabato 14 novembre 2009

Clint Eastwood riceve la Legione d'Onore francese da Sarkozy


Parigi, 13 nov. (Ap) - Il presidente francese Nicolas Sarkozy ha nominato Clint Eastwood comandante della Legione d'Onore, consegnando all'attore e regista americano la più alta onorificenza francese. La cerimonia ha avuto luogo oggi all'Eliseo di Parigi. Eastwood, 79 anni, è stato encomiato per l'ampiezza della suo opera, per la sua longevità come artista, per la capacità di intrattenere il pubblico di tutto il mondo, nonché per la sua amicizia con la Francia. Clint Eastwood è molto amato in Francia, soprattutto come regista. Cahiers du Cinema, forse ancor oggi la più influente rivista di critica cinematografica al mondo, lo considera tra i più grandi registi contemporanei.

da APCom

lunedì 2 novembre 2009

Olimpiadi, la torcia arriva in Canada per i Giochi 2010


VICTORIA, Canada (Reuters) - La torcia olimpica è giunta ieri in Canada iniziando un percorso di 45.000 chilometri attraverso il Paese prima di arrivare a Vancouver per il Giochi invernali del prossimo anno.

La torcia è stata consegnata ai campioni olimpici canadesi Catriona Le May Doan e Simon Whitfield, primi tedofori, nel corso di una cerimonia ricca di simbolismi dei nativi canadesi sulla costa del Pacifico nella città di Victoria, nello stato del British Columbia.

Il percorso di 106 giorni sarà il più lungo all'interno di un Paese nella storia delle Olimpiadi, e coinvolgerà 12.000 tedofori passando attraverso 1.037 comunità prima dell'arrivo della fiaccola alla cerimonia di apertura dei Giochi il prossimo 12 febbraio.

La fiaccola all'interno di una lanterna è arrivata in Canada dalla Grecia su un aereo militare e portata alla cerimonia con canoe di capi indiani delle zone di Victoria e Vancouver.

mercoledì 14 ottobre 2009

Abiti da cerimonia dei potenti genovesi in un volume


Un libro con le preziose uniformi civili e di corte indossate da nobili, gentiluomini e a tanti potenti personaggi dello stato e della vita pubblica genovese e non solo, dalla seconda metà del Settecento fino al primo Novecento. Con il volume “Corpus delle uniformi civili”, curato da Carla Cavelli Traverso (De Luca Editori d’Arte) la Regione Liguria promuove con questa iniziativa il progetto di catalogazione informatizzata, del ricco materiale sulle uniformi civili dei secc. XVIII/XX, raccolto dal Servizio Cultura nel corso di quasi venti anni.

Con il termine uniforme civile si indicano gli abiti indossati dai funzionari della corte e dello stato che, al pari delle uniformi militari, erano codificate in apposite leggi o decreti che ne descrivevano le caratteristiche peculiari – in particolare il tessuto ed il motivo decorativo del ricamo- al fine di rendere riconoscibile il funzionario che le indossava. La notevole quantità di materiale documentario raccolto (schede di oggetti, leggi a stampa, documenti d’archivio, figurini, modelli, campionari, dipinti ecc.) costituisce, per consistenza ed ampiezza degli estremi cronologici e topografici considerati, una fonte autorevole per gli appassionati questo particolare filone della storia del costume.

La ricerca ha riguardato numerosi stati italiani pre-unitari, il nascente Regno d'Italia ed alcuni stati stranieri in particolare la Francia, con sondaggi mirati all’Austria e alla Spagna e comprende sia le raccolte a stampa, sia la documentazione d'archivio delle varie dinastie regnanti, o come nel caso degli ordini cavallereschi l’archivio storico dello stesso ordine. Con questo progetto informatico si è creata una banca dati sulle uniformi civili e di corte, unica a tutt’oggi almeno in Italia, che qualifica la Regione Liguria come un vero e proprio centro d’eccellenza, per coloro che sono interessati a questo filone di ricerca.

Proprio infatti il confronto informatico di questa ricca documentazione ha permesso il riconoscimento di numerose uniformi civili conservate in varie collezioni italiane e per alcune si è anche riconosciuto il personaggio che le indossava.
Il libro comprende anche le uniformi conservate nelle Collezioni Tessili del comune di Genova che fanno parte della la mostra su web realizzata la Regione Liguria in collaborazione con la Direzione per i Beni Culturali e Paesaggistici e la Soprintendenza per i Beni Storici Artistici e Etnoantropologici.

La mostra virtuale Fasti della burocrazia. Uniformi civili e di corte XVIII-XIX, è visitabile in internet, www.CulturaInLiguria.it sotto il menù pubblicazioni/multimedia/mostre virtuali/uniformi civili e di corte. I libri saranno distribuiti alle biblioteche e musei liguri e a diverse istituzioni straniere.


mercoledì 7 ottobre 2009

Nozze eleganti e divorzi alla moda.


Eccovi la riproposizione di un gustosissimo scritto di Wodehouse, uno dei padri dello humor inglese, su matrimonio e divorzio.

Da: Pelham Grenville Wodehouse, Nozze eleganti e divorzi alla moda, fa parte di: Id., Attorno e intorno al teatro, in: Id., Più forte e più allegro, Milano, Bietti, 1934, pp. 136-143.



L’altro giorno, dopo aver letto in un giornale la colonna dedicata all’etichetta in cui si diceva che la strana e graziosa usanza della presenza dei detectives ai ricevimenti di nozze stava scomparendo, se m’aveste toccato con una piuma sarei caduto in terra. Sì, quella notizia mi sconvolse. Un ricevimento senza un detective non è più un ricevimento. Poi, quando mi hanno spiegato la cosa, ho capito perché l’uomo con la sottoveste a fantasia e le scarpe larghe debba andarsene: i regali di nozze stanno diventando così spaventosamente brutti, che non c’è più bisogno di lui. Nessuna sposa e nessuno sposo, sani di mente, faranno opposizione se qualcuno li porta via.
La tendenza odierna è d’incoraggiare il taccheggio della stanza dei regali e di conseguenza i cleptomani sono esciti da quella nube sospettosa che li circondava, a motivo della loro infelice debolezza. Ora l’invitano da per tutto con la tacita intesa che si dedichino attivamente al loro lavoro misericordioso: mi si dice che sia uno spettacolo incantevole vedere la giovane sposa che sorride incoraggiantemente [inizio p. 136] ad uno di questi benefattori che esce dalla stanza barcollando sotto il peso di due massicci vasi dorati; o il giovane sposo che aiuta premurosamente un ospite a cacciare una coppa d’argento nella tasca del soprabito.
Alcune persone dell’alta società vanno ancora più lontano, e scritturano dei ladri professionali; abitudine che ha rialzato molto la situazione degli appartenenti ai bassi fondi, che vanno acquistando molta disinvoltura mondana, a motivo degli inviti numerosi a queste nozze eleganti; inviti che ricevono affinché rubino i regali. Credo che la spiegazione dell’epidemia dell’accento oxfordiano fra le cricche dei bassifondi che dà tanto da pensare a Scotland Yard, sia la loro crescente familiarità con le migliori famiglie.
Sono anche informato che il pretendente respinto non è più una caratteristica dei ricevimenti di nozze. Alcuni anni or sono, una sposa si sarebbe creduta disonorata se non avesse potuto riunire fra i suoi ospiti una mezza dozzina e più di pretendenti respinti: questa era un’abitudine che poteva a volte risolversi in uno spettacolo d’effetto, spontaneo e grazioso, come quella volta in cui Claudio Perkins, mentre con una mano sopprimeva i battiti del suo cuore ulcerato, con l’altra stringeva quella della sposa. Questo avvenne al ricevimento Bootle-Bartholomew. La città parlò a lungo dell’incidente e permise agli sposi di conquistare la posizione sociale di cui ora godono.
[inizio p. 137] Ma sono pochi i pretendenti respinti che assomiglino al povero Perkins e noi lo deploriamo. Forse è troppo chiedere a un giovinotto di suicidarsi soltanto perché un ricevimento di nozze finisca bene, ma si può almeno chiedergli che il suo contegno sia malinconicamente lusinghiero. Il pretendente respinto d’oggigiorno è stato escluso da molti ricevimenti di nozze appunto perché incapace di comportarsi in questo modo. Infatti non è raro il caso che questi giovanotti seguano il sistema opposto creando una situazione imbarazzante. Tutti rammenteranno la scena penosa avvenuta durante la cerimonia Mumbleby-Packsmith: Giorgio Packsmith dei Packsmith del Leicestershire, stava per rispondere al ministro che gli chiedeva se aveva nulla da dire prima che fosse pronunziata la sua sentenza, quando una voce di fondo alla chiesa gridò con accento di sincera congratulazione verso sé stesso. – Per grazia d’Iddio, Enrico Polwhistle Pipps è quaggiù.
Ciò dimostra che anche in materia di nozze, la moda cambia. Se il libro del cerimoniale sul quale fidate per trarvi fuori dalle difficili acque della vita sociale è vecchio di due o tre anni, sarà bene che ve ne procuriate l’ultima edizione. Altrimenti commetterete qualche gaffe.
È indispensabile far questo specialmente negli Stati Uniti d’America; dove non soltanto l’ospite, ma anche il ministro officiante deve essere al corrente delle ultime sanzioni. A motivo della [inizio p. 138] diffusione sempre crescente del divorzio, le cui leggi differiscono in America da Stato a Stato, (di modo che lo scioglimento di un matrimonio avvenuto in uno Stato non è valido in un altro) il ministro si fornisce assolutamente di una carta geografica, che gli serve come mappa di guerra, e che consulta nel momento critico della cerimonia.
Un mio amico che ha fatto da mazziere in un matrimonio elegante celebrato a New York in questi ultimi tempi (tutti e due gli sposi avevano fatto diverse false partenze nella corsa matrimoniale) mi ha raccontato che quando il vescovo officiante rivolse allo sposo le seguenti parole: «Vuoi tu, Rockmetteller, nel bene e nel male, prendere per moglie questa Genovieffa in Pensilvania, Massachusetts, Rhode Island, Arkansas, Nevada, Utah, Colorado ed altri stati dell’Ovest?» gli occhi di tutti i presenti si riempirono di lacrime.
Il sistema di fare le prove delle cerimonie nuziali va acquistando molto favore. Quest’uso, nato in America, offre molti vantaggi: soprattutto offre alla sposa la possibilità di diminuire al fidanzato la violenza dell’urto somministrandogli a piccole dosi la propria parentela invece di fargliela inghiottire in un sorso solo. E così, quando egli sarà assuefatto alle molteplici zie e cugine si troverà in forma migliore per sopportare la commozione della conoscenza dello zio Giuseppe che arriva dalle Colonie.
L’argomento dei matrimoni è inesauribile; si [inizio p. 139] tratti delle prime nozze di una ragazza comparsa in società quest’anno, e delle ultime di Ghita Soyce, la cosa suscita sempre l’interessamento e la commozione di tutti. Quali visioni evoca la fantasia della gente! La sposa col volto serio e risoluto… Lo sposo che si dà un pizzicotto nella speranza che si tratti soltanto di un sogno… I mazzieri che cercano inutilmente di persuadere una lontana parente che ha un biglietto segnato «Secondo recinto, L. 19», che non ha il diritto di sedersi in un posto di fianco… Come dico, ci sarebbe da non smettere più di scrivere. E anche lo farei, ma il mio spazio è limitato e non ho ancora sfiorato come ho promesso nel mio titolo, l’argomento quasi altrettanto affascinante del Divorzio.
Il Divorzio, che può essere un esperimento occasionale, come nel caso di semplici cittadini, o una manìa, come lo è per le stelle di Hollywood, potrebbe essere efficacemente definito come uno strattagemma per mezzo del quale un uomo risoluto, che abbia molto tempo da perdere, può godere i vantaggi di essere un Mormone senza bisogno di farsi crescere la barba e di vivere nella Città del Lago Salato [Salt Lake City, N.d.C.]. Il divorzio è molto comune in America, che è la terra della libertà (o di coloro che vogliono essere liberi), appena hanno messo da parte abbastanza danaro per pagare le parcelle degli avvocati), dove, come è stato detto argutamente, ogni fanciulla diventa una donna con la certezza che, per quanto umile possa essere la sua [inizio p. 140] situazione, può capitarle la fortuna di sposare un giorno Charlie Chaplin o il Marchese delle Falaise de la Foudraye.
Nell’anno 1927 ci sono stati negli Stati Uniti d’America 192.037 divorzi; nel 1929, un anno straordinario, ve ne furono 201.459, ma bisogna ricordare che questo fu l’anno del grande panico in borsa, e nei seguenti dodici mesi si ebbe una diminuzione scoraggiante: i divorzi scesero a 191.591. (Mancava il danaro). I mariti dovettero accontentarsi di riverniciare a nuovo la vecchia moglie, mentre le mogli furono costrette a portare ancora per un anno l’abito modello dell’ultima stagione. Si prevede che le cose si raddrizzeranno fra breve e che il Divorzio rifiorirà di nuovo in tutto il suo vigore. Indizio questo, del ritorno della prosperità.
Pare che il Divorzio, in America, oscilli secondo il clima. Negli Stati dell’Est la percentuale è di 147 per 100.000. Salendo verso le montagne l’aria diventa più frizzante e la percentuale sale a 543 per 100.000 mentre sulla costa del Pacifico arriva a 656. Queste cifre, però, comprendono la statistica dei divorzi di Hollywood che raramente risponde alla verità.
Impressionati da queste statistiche, noi Inglesi riteniamo erroneamente che l’America sia la nazione del mondo che ha la percentuale più alta di divorzi. Non è vero: anche a rischio di spingere la colonia cinematografica a compiere sforzi maggiori, [inizio p. 141] bisogna affermare la verità: l’America, di fronte al Giappone, è, in questo ramo speciale d’industria, una timida novizia. Nel Giappone ci sono trentaquattro divorzi su mille abitanti, mentre negli Stati Uniti ce ne sono appena tredici. Dev’essere una malinconica consolazione per i patriotti americani sapere che la Svizzera, che vien subito dopo, ne conta soltanto tre.
Con questa rivelazione c’è da scoraggiare il popolo più energico e perseverante. La ragione non è difficile da capire: mentre alcuni Stati Americani fanno tutto quello che possono (e noi facciamo tanto di cappello a Washington dove ci sono undici motivi, ben separati e distinti di divorzio), altri stanno in ozio. Nella Carolina del Sud, per esempio, ora è proibito divorziare, e in molti Stati non si può ottenere il divorzio per motivi pienamente giustificati come quelli di non rispondere al colore del compagno, giuocando a bridge, di raccontare a colazione quello che si è sognato la notte, e di strizzare il tubetto del dentifricio dalla parte contraria. È naturale che i Giapponesi, sempre pronti a marciare come un sol uomo in tutti i movimenti patriottici, abbiano potuto conquistare facilmente il primo posto.
In Inghilterra l’esame della situazione è abbastanza confortante. Ci fu un tempo in cui, a memoria di alcuni di noi che siamo anziani, ma ben conservati, il divorzio accadeva soltanto sulla scena: all’infuori delle commedie, era una rarità. [inizio p. 142] Poi venne il famoso discorso del Re «Svegliati, Inghilterra» e la vecchia nazione si riscosse dalla sua letargia. Nel 1918 le cifre del 1917 si trovarono raddoppiate, ma oggi, il totale, è inferiore di un terzo al numero raggiunto in quell’anno. Tutto considerato, abbiamo più merito, oggi, con un divorzio ogni ottantotto matrimoni, di quanto ne avessimo con uno ogni novantadue, nell’anno scorso, e con uno ogni cinquecento prima della guerra.
Ma anche ammettendo che ci sia stato un grande miglioramento è una cosa sorprendente che il Giappone salga ad una percentuale che ci pare degna di rispetto senza che facciamo nulla per imitarlo. Quando ci guardiamo intorno e vediamo come sieno disgustosi i nostri simili, pare impossibile che soltanto una minima parte prenda ogni anno la ragionevole decisione d’interrompere ogni rapporto con loro.
Si potrebbe supporre che il motivo fosse la grave spesa che importa il divorzio. I giudici, in materia di alimenti, danno prova di quella spensierata generosità che si riscontra soltanto in coloro che spendono il danaro degli altri. Il nostro paese ha bisogno di un divorzio di medio costo.
Ecco altre cifre giapponesi. Gli alimenti, nel Giappone, vengono computati a yen, e un yen, se me lo rammento bene, vale tre millesimi di sterlina, e ciò significa che il nostro Giapponese può divorziare sei volte all’anno spendendo quello che [inizio p. 143] gli costerebbe a Londra di mancia il capo-cameriere di un circolo notturno che gli assegnasse un tavolo lontano ventisette piedi dallo spazio dove si balla e che fosse proprio dietro a una colonna.
Ancora noi non godiamo le facilitazioni di cui si gode in America. C’è stata una negra nel Kentucky che ha ottenuto il suo divorzio con questo semplice procedimento: è andata dal giudice e gli ha detto: «Efraim non mi piace più!» Ecco il coraggio con cui si conquista la vittoria!
[trascrizione a cura di Leone Venticinque]

Nobel, la settimana dei premi 2009


Come tradizione, la stagione dei Nobel si apre con quello alla Medicina, a cui seguono Fisica, Chimica, Letteratura e Pace nella stessa settimana. Ultimo annuncio quello del riconoscimento all'Economia. I premi sono assegnati dalla Fondazione Nobel, fatta eccezione per quello all'Economia che è promosso dalla banca Centrale Svedese.
Sui vincitori vige il piu' stretto riserbo prima della proclamazione, che costringe i 'papabili' ad una nervosa attesa di una telefonata da Stoccolma (da Oslo per quello della pace) la mattina stessa. Per ogni categoria c'è un premio in denaro di 980mila euro (10 milioni di corone svedesi), che viene consegnato sempre il 10 dicembre assieme a una medaglia e a un diploma. Alle 'Nobel lectures' fa seguito un tradizionale banchetto alla presenza della famiglia reale svedese.
I premi fanno parte delle ultime volontà di Alfred Nobel, l'inventore della dinamite, e i primi furono assegnati nel 1901. Secondo le ricostruzioni più fantasiose, non esiste il Nobel per la matematica perchè la moglie dell'inventore lo aveva tradito proprio con un ricercatore di questa disciplina, Gösta Mittag-Leffler. Dal 1901 sono stati premiati 793 individui e 23 organizzazioni.
Il piu' giovane vincitore del premio è Lawrence Bragg, che lo ottenne insieme al padre per la Fisica nel 1915. Il piu' anziano Leon Hurwicz, 90enne quando prese quello per l'economia nel 2007. Il più anziano premato ancora in vita è Rita Levi Montalcini.

da ANSA

San Marino, nuovi Capitani Reggenti


Nella Repubblica di San Marino, è festa. Cerimonia di ingresso dei nuovi Capitani Reggenti Francesco Mussoni e Stefano Palmieri per il semestre 1° ottobre 2009 -1°aprile 2010. Essi ricevono i pieni poteri dai due loro predecessori, Massimo Cenci e Oscar Mina, secondo un cerimoniale che, come disse Prodi, è una lezione sull’origine delle democrazia in Europa.
Oratore ufficiale Jacques Diouf, Direttore Generale della FAO, rieletto nel 2005 con un terzo mandato di sei anni.
Leggi il Protocollo della Cerimonia.

da Notizie di San Marino

venerdì 2 ottobre 2009

Cina, iniziato con parata militare 60esimo Repubblica


PECHINO (Reuters) - La Cina ha celebrato oggi la sua autorità con una parata militare nella capitale, durante la quale hanno sfilato soldati al passo dell'oca e missili in grado di trasportare testate nucleari, a 60 anni dall'annuncio di Mao Tse tung della fondazione della Repubblica Popolare il primo ottobre del 1949.
Migliaia di militari hanno allontanato i passanti dalle strade del centro di Pechino in occasione della parata, e piazza Tiananmen è stata trasformata in un palcoscenico high-tech sul quale il Partito Comunista al potere mostrerà agli invitati i risultati ottenuti. I militari hanno sottolineato l'inizio delle celebrazioni sparando colpi di cannone e issando la bandiera rossa sotto gli occhi del presidente Hu Jintao, che li guardava dalla "porta della pace celeste" che dà sulla piazza con indosso un vestito grigio in perfetto stile "Mao".
Il presidente ha poi ispezionato le truppe, passando di fianco ai soldati a bordo di una limousine nera e urlando più volte "Vi saluto compagni, compagni lavoratori!. E' da qui che il presidente Mao ha annunciato solennemente la fondazione della Repubblica Popolare Cinese, e da allora il popolo cinese si è rialzato", ha detto Hu davanti a ospiti e militari. "Oggi una Cina socialista che abbraccia la modernità, abbraccia il mondo e abbraccia il futuro si erge alta e compatta". Con lo spettacolo - e le straordinarie misure di sicurezza - di oggi, Hu vuole anche ribadire che la scelta di avere un solo partito è quella vincente per traghettare la terza potenza mondiale alla prosperità, per governare 1,3 persone e trasformare il Paese in una superpotenza.

Nozze in bilico se sposarsi costa troppo


Al cuor non si comanda, ma il cartellino del prezzo di abito, foto e ricevimento rischia di dare un duro colpo alla decisione di convolare a nozze. A esaminare quanto il portafogli condizioni la scelta di sposarsi è uno studio condotto da Kasey Buckler dell'University of Notre Dame insieme a Melanie Guldi della Joseph Price of Bringham Young University (Usa). Il team ha concluso che il denaro, o più precisamente il prezzo del matrimonio, può influire "in modo significativo" sulla decisione di sposarsi. Ma come valutare l'impatto dei costi? I ricercatori hanno deciso di concentrarsi su uno stato americano che, fino a pochi anni fa, richiedeva agli aspiranti sposi un'analisi del sangue, per escludere la presenza di patologie contagiose (come rosolia o sifilide), e prevenire difetti neonatali. Un test costoso ma anche ansiogeno, che aveva portato alcune coppie a rinunciare ai fiori d'arancio, o a decidere di convolare a nozze fuori dai confini dello stato. Usando i dati relativi ai tassi di matrimoni registrati nel Distretto di Columbia tra il 1980 e il 2006, Buckles e i suoi colleghi hanno scoperto che quando l'analisi del sangue era richiesta, lo stato emetteva il 5,7% di licenze matrimoniali in meno ogni anno. Circa la metà della differenza rilevata con o senza licenza, spiegano gli studiosi, era dovuta a coppie che emigravano fuori dai confini statali per procurarsi l'agognato pezzo di carta, evitando l'analisi del sangue.

Cerimoniere sbaglia, schiaffeggiato

Ripeschiamo una vecchia ma incisiva notizia relativa ai rischi di chi, come noi, si trova a dover lavorare nel Cerimoniale.  La notizia viene dalla terra d'Africa, per la precisione dal Kenia.



"Attimi di imbarazzo a Nairobi, nei giardini del palazzo presidenziale, dove la first lady Lucy Kibaki ha schiaffeggiato il maestro cerimoniere per una gaffe commessa durante la presentazione degli ospiti a un evento di Stato. In occasione del giorno dell'indipendenza keniana, il malcapitato ha chiamato la first lady con il nome della seconda moglie del presidente Mwai Kibaki, scatenando la furia della donna che lo ha aggredito.
Tutto si è svolto in pochi secondi, mentre era in corso la distribuzione di alcune onorificenze e la presentazione degli ospiti illustri. Imperdonabile l'errore del cerimoniere che ha confuso il cognome della first lady, Kibaki, con quello della seconda compagna del premier, Wambui. In un attimo Lucy è piombata sul maestro, schiaffeggiandolo davanti a tutti. La love story tra il presidente Mwai Kibaki e Mary Wambui è nota da tempo, i due hanno anche una figlia, ma formalmente la liaison è sempre stata negata sia dai diretti interessati che dalle autorità.
Della gaffe e della reazione della first lady keniana, non nuova a scatti d'ira in situazioni critiche, non ci sono nè foto nè filmati. Tutte le immagini che hanno immortalato l'exploit della prima dama del Paese sono stati infatti distrutti e sequestrati, cancellando ogni prova tangibile dell'aggressione. Impossibile invece eliminare le testimonianze dei presenti, che hanno raccontato quanto accaduto durante la cerimonia di Stato".


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